Immunoenzimatica, Virologia e Covid-19

TAMPONI COVID-19

Si effettuano su prenotazione

al numero 0823/711074

 

E’ richiesta la compilazione e la sottoscrizione dell’informativa per il trattamento dei dati personali nonché della scheda anamnestica.

Il modulo è scaricabile in calce.


Test Sierologico Anti Proteina Spike SARS COV 2

Gentili Clienti,

siamo lieti di comunicare che presso la nostra struttura è possibile eseguire il nuovo test sierologico anti proteina Spike per la ricerca QUANTITATIVA degli anticorpi diretti contro la suddetta proteina del virus Sars-CoV-2.
Questo test è utile anche per conoscere il dosaggio degli anticorpi dopo la vaccinazione.

Sarà sufficiente la sua prescrizione su ricetta bianca compilata dal medico di medicina generale, dal pediatra di libera scelta, da uno specialista o da altro medico.

I risultati verranno trasmessi tramite una piattaforma telematica agli Uffici regionali competenti, come previsto nella nota tecnica di So.Re.Sa. S.p.A. prot. n. 0010033 del 20 maggio 2020, che Vi invitiamo a visionare.

 

coronavirus

  • Per effettuare il test non è necessario osservare il digiuno;
  • è richiesta la compilazione e la sottoscrizione dell’informativa per il trattamento dei dati personali nonché della scheda anamnestica. Il modulo è scaricabile in calce.

 

 

 

 

 

TEST SIEROLOGICI PER COVID-19

 

I test sierologici rilevano gli anticorpi IgG e IgM prodotti dall’organismo in risposta all’infezione da parte del virus SARS-CoV-2. A differenza del tampone rinofaringeo, che ricerca il genoma virale e fa la diagnosi di patologia in corso, la ricerca degli Anticorpi evidenzia la storia di una recente o pregressa esposizione al virus.

Come tutte le infezioni virali, anche nel caso di infezione da Coronavirus il sistema immunitario produce anticorpi diretti verso le proteine dell’involucro virale.

Pertanto si ritiene che siano necessari  7-11 giorni dopo l’esposizione al virus per poter rilevare e dosare la risposta anticorpale da infezione da SARS-CoV-2.

 

INTERPRETAZIONE DEI RISULTATI

 


Nel nostro sangue non sono presenti anticorpi IgG o IgM; è probabile che non abbiamo contratto l’infezione ma ATTENZIONE potremmo essere nella fase precoce quando ancora il nostro organismo non ha prodotto anticorpi ma potremmo  essere contagiosi.
Per questo motivo è IMPORTANTE continuare a seguire tutte le misure di contenimento previste dalla normativa vigente.

 


È probabile che siamo nella fase precoce della malattia dunque possiamo trasmetterla, in questo caso dobbiamo riferirci alle Autorità Sanitarie locali o al Medico di medicina generale, i quali probabilmente ci indirizzeranno verso l’esecuzione del tampone molecolare per la ricerca diretta del virus.

 

 


È probabile che il nostro organismo sia venuto a contatto con il virus e si troviamo in una fase intermedia dell’infezione e dunque possiamo trasmetterla ad altri pertanto dobbiamo subito comunicare l’esito alle Autorità Sanitarie.

 

 


Probabilmente ci troviamo nella fase avanzata dell’infezione oppure siamo già guariti ed abbiamo sviluppato una risposta immunitaria contro il virus; in tal caso il tampone rinofaringeo potrebbe risultare negativo così come potrebbe essere ancora positivo. Abbiamo quindi contratto l’infezione ma non possiamo ancora escludere di poterla trasmettere ad altri.

 

 


RACCOMANDAZIONI

IN PRESENZA DI SINTOMI CONCLAMATI COME FEBBRE, TOSSE, AFFANNO, PERDITA DELL’OLFATTO E DEL GUSTO È CONSIGLIATO NON FARE IL TEST SIEROLOGICO MA RIVOLGERSI SUBITO ALLE AUTORITÀ SANITARIE PER ESEGUIRE IL TAMPONE RINOFARINGEO PER LA RICERCA DEL GENOMA VIRALE DEL COVID-19 ED OTTENERE, A SEGUITO DI UN’OPPORTUNA VALUTAZIONE CLINICA, UN’ASSISTENZA TEMPESTIVA ED ADEGUATA. SE L’ESITO DEL TEST È NEGATIVO, E RITENIAMO DI ESSERE STATI DI RECENTE ESPOSTI A CONTAGIO VIRALE, SAREBBE OPPORTUNO RIPETERLO DOPO 7 GIORNI PER SCONGIURARE UN EVENTUALE PERIODO DI INCUBAZIONE.

AUTOIMMUNITA'

In condizioni fisiologiche il sistema immunitario ha la funzione di proteggere l’organismo da pericoli esterni come batteri, parassiti etc.
L’autoimmunità nasce da una reazione errata del proprio sistema immunitatio che non riconoscendo più come propri i tessuti e le cellule di cui si compone l’organismo, li aggredisce.

Di seguito si indicano alcuni degli esami maggiormente utilizzati per la diagnosi ed il monitoraggio delle patologie autoimmuni più comuni.

  • Gli Anticorpi anti-nucleo (ANA) sono auto anticorpi diretti contro antigeni del nucleo e possono essere utilizzati per valutare la presenza o il decorso di alcune malattie autoimmuni quali Epatiti autoimmuni, Lupus eritematoso sistemico, Lupus indotto da farmaci, Connettivite mista , Sindrome di Sjogren, Sclerodermia sistemica, Dermatomiosite, Artrite idiopatica giovanile.
  • Il dosaggio degli anticorpi anti-antigene nucleare estraibile (ENA) è consigliato come indagine in presenza di importanti segni clinici di malattia autoimmune sistemica. ENA screening rappresenta il primo step diagnostico che, qualora dovesse risultare positivo sarebbe consigliabile approfondirlo con l’ENA profile in quanto le singole specificità anticorpali degli anti ENA sono associate a condizioni cliniche differenti.
  • Gli anticorpi anti-citoplasma dei neutrofili (ANCA), autoanticorpi diretti verso costituenti citoplasmatici dei granulociti neutrofili, sono considerati un utile marker sierologico per la diagnosi e il monitoraggio delle vasculiti primarie sistemiche e nelle malattie infiammatorie croniche intestinali (Morbo di Chron e Colite ulcerosa).
  • Gli anticorpi antifosfolipidi (aPL) includono: gli anticorpi anti-cardiolipina (aCL), gli Ab anti beta2-glicoproteina 1 (anti-β2 GPI) ed il lupus anticoagulante (LAC). Tali autoanticorpi sono strettamente associati alla sindrome da anticorpi antifosfolipidi e ad altre patologie autoimmuni (in particolare il LES). La sindrome da anticorpi antifosfolipidi è caratterizzata da trombosi e/o poliabortività.
  • Il fattore reumatoide (FR) e gli anticorpi anti citrullina (CCP) sono altamente specifici e sensibili per l’artrite reumatoide dell’adulto.
  • Gli anticorpi Anti DNA sono autoanticorpi diretti contro il DNA delle cellule. Gli Anticorpi Anti-DNA sono presenti nell’80-90% dei pazienti affetti da Lupus Eritematoso Sistemico (LES). Livelli elevati di questi anticorpi si trovano anche in altre patologie come patologie reumatiche, epatite cronica attiva, mononucleosi e cirrosi biliare.
  • La presenza di anticorpi anti centromero (ACA) è altamente correlata con la forma sistemica limitata della sclerodermia.
  • Gli anticorpi anti mitocondrio (AMA) sono un test di screening per patologie autoimmuni, cirrosi biliare primaria, epatite cronica attiva, lupus eritematoso, anemia perniciosa, artrite reumatoide, morbo di Addison.
  • Gli anticorpi Anti Muscolo Liscio (ASMA) sono autoanticorpi diretti contro fibre muscolari lisce che possono essere presenti nel sangue nel corso di particolari situazioni o patologie. Gi anticorpi sono presenti in un’alta percentuale dei pazienti affetti da epatite cronica attiva e da cirrosi biliare primaria
  • Gli anticorpi Anti Cellule Parietali Gastriche (APCA) sono autoanticorpi contro antigeni delle cellule parietali gastriche. Questo test viene utilizzato come ausilio per la diagnosi di anemia perniciosa. Il 90% circa della popolazione con questa malattia risulta avere nel sangue alti livelli di questi anticorpi con il conseguente malassorbimento della vitamina B12.
  • Gli anticorpi anti-gliadina IgA (AGA) e anti-transglutaminasi IgG (anti-TTG) sono espressi in soggetti affetti dal morbo celiaco.
  • Gli anticorpi anti tireoglobulina (anti-TG) e anti tireoperossidasi (anti-TPO) sono espressi nelle tiroiditi autoimmuni.
  • Anticorpi anti LKMAnticorpi anti microsomi epatici e renali sono espressi nelle epatiti autoimmuni
  • Altri autoanticorpi sono ASKMA – Anticorpi anti muscolo striato; ARA – Anticorpi anti reticolina; anti-Sm, anti-ribosomi; anti-RNP (Connettivite Mista); anti-Jo1 Dermatomiosite/Polimiosite; anti-SSA e gli anti-SSB Sindrome di Sjögren; ASCA (M.Crohn); GAD e ICA Diabete mellito tipo I; anticorpi anti-recettori acetilcolina Miastenia.
  • Immunoglobuline.

MALATTIA CELIACA

La Malattia Celiaca (o Celiachia) è un’infiammazione cronica dell’intestino tenue, scatenata dall’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti. Oggi il glutine è uno dei più diffusi ed abbondanti componenti della dieta ed è presente in cereali quali avena, frumento, farro, grano khorasan (di solito commercializzato come Kamut®), orzo, segale, spelta e triticale.

Diagnosi della malattia celiaca già in atto si effettua tramite prelievo di sangue richiedendo i seguenti dosaggi:

anticorpi anti gliadina IgG
anticorpi anti transluitaminasi IgA

Attualmente è disponibile un test genetico che determina la predisposizione genetica alla malattia celiaca.
In caso di negatività del test si può essere certi dell’assenza di predisposizione a celiachia, mentre nel caso di positività si può procedere ad ulteriori analisi di approfondimento, ovvero a test diagnostici di conferma eseguiti su sangue.

Il test è indicato a chi presenta sintomi quali gonfiore e dolore addominale, dissenteria o vomito frequenti, costipazione, dimagrimento senza che si siano manifestate patologie diagnosticate, a coloro che hanno familiarità per la celiachia e a coloro che vogliono indagare la propria predisposizione genetica a sviluppare tale patologia. Un’indicazione di predisposizione genetica alla celiachia non è indicativa dell’effettiva e conclamata presenza della patologia, ma è un indicatore importante circa la possibilità di sviluppare la malattia celiaca in futuro, consentendo quindi di adottare comportamenti alimentari utili ad evitarne le complicanze.

MARCATORI TUMORALI

I marcatori tumorali sono sostanze che vengono sintetizzate negli organismi che presentano patologie neoplastiche. Tali sostanze vengono rilasciate nel circolo ematico e rappresentano un valido aiuto, associato ad altre indagini strumentali, nella diagnosi e nella prognosi di alcuni tipi di tumore e nella loro eventuale recidiva.
Sebbene i marcatori tumorali forniscano molte informazioni utili, essi presentano anche delle limitazioni:
  • Molti marcatori tumorali sono elevati anche in presenza di patologie non neoplastiche;
  • Alcuni marcatori sono specifici per un certo tipo di tumore mentre altri sono presenti in molti tipi di tumori;
  • Non tutte le persone affette da un certo tipo di tumore hanno necessariamente il relativo marcatore tumorale elevato;
  • Non tutti i tumori sono associati a marcatori tumorali.

Di conseguenza, i marcatori tumorali non possono essere utilizzati per fare diagnosi di tumore; per alcuni tipi di cancro possono però fornire informazioni cliniche utili che però devono essere valutate in associazione alla storia clinica del paziente, agli esami fisici e anche ad altri test di laboratorio e di diagnostica per immagini.

Alfa fetoproteina

Neoplasie associate
cancro al fegato, ovaie e testicoli
Note:
Elevata anche durante la gravidanza ed in corso di epatite cronica e acuta

Beta-2-microglobulina

Neoplasie associate
Mieloma multipli, leucemia linfatica cronica ed alcuni linfomi
Note:
Elevata anche in altre patologie, come quelle renali

Beta-hCG

Neoplasie associate
Malattia trofoblastica gestazionale, tumori a cellule germinali, coriocarcinoma
Note:
In fase gestazionale il suo aumento è fisiologico ed è utile per monitorare la gravidanza nelle fasi iniziali.

CA15-3

Neoplasie associate
Mammella
Note:
Elevato anche in altri tipi di cancro, incluso il cancro al polmone, alle ovaie e anche altre patologie benigne del seno, l’endometriosi, l’epatite.

Ca19-9

Neoplasie associate
Pancreas, dotti biliari, cistifellea, stomaco e colon
Note:
Elevato anche in altre patologie non neoplastiche: endometriosi, pancreatite, in presenza di ostruzione dei dotti biliari e nella malattia infiammatoria intestinale.

Ca 125

Neoplasie associate
ovaie
Note:
Elevato anche in neoplasie a carico dell’endometrio, delle tube di falloppio e peritoneali o in patologie non neoplastiche come l’endometriosi, la malattia pelvica infiammatoria, la presenza di fibromi uterini o la gravidanza.

Ca50

Neoplasie associate
tratto digerente, del pancreas, del fegato, delle vie biliari, del rene, della vescica, dell’utero e della prostata
Note:
In condizioni non neoplastiche può essere incrementato nelle cirrosi epatiche e nelle pancreatiti. I fumatori hanno livelli lievemente superiori della norma

Ca72-4

Neoplasie associate
Ovaie, polmone, colon, mammella, stomaco, pancreas
Note:
In condizioni non neoplastiche può aumentare nel morbo di Crohn e in alcune patologie mammarie

Calcitonina

Neoplasie associate
carcinoma midollare della tiroide
Note:
Può aumentare in alcuni carcinomi polmonari, mammari e apudomi. Al di fuori del quadro neoplastico si possono avere aumenti di CT in caso di pancreatici, insufficienza renale, sindrome di Zollinger-Ellison e nell’anemia perniciosa.

CEA

Neoplasie associate
Colon retto, pancreas, polmone, mammella, ovaio, midollare della tiroide e altri tipi di cancro
Note:
Elevato in Artrite Reumatoide (AR), epatite, COPD, colite, pancreatite e nei fumatori.

Cromogranina A

Neoplasie associate
Tumori neuro-endocrini (tumori carcinoidi, neuroblastoma)
Note:
E’ maggiormente sensibile per i tumori carcinoidi

Cyfra21-1

Neoplasie associate
tumori polmonari del tipo NSCLC (Non Small Cell Lung Carcinoma)
Note:
E’ utile nel monitoraggio della malattia e della risposta alla terapia. Valori oltre la norma possono essere dovuti a cause non neoplastiche, come alcune patologie benigne polmonari associate a infezione acuta

D-DIMERO

Neoplasie associate
mammario, polmonare e cervicale
Note:
La sua correlazione nei confronti dell’invasione delle strutture linfatiche e nel processo coagulativo

HE-4

Neoplasie associate
tumore ovarico
Note:
E’ spesso usato in associazione con il CA 125.

NSE

Neoplasie associate
carcinoma polmonare
Note:
Utilizzato nella stadiazione, l’individuazione di recidive e monitoraggio della terapia.
Valori in lieve aumento possono essere presenti anche in malattie polmonari non neoplastiche
.

PAP

Neoplasie associate
Tumore prostata
Note:
Non si utilizza per la diagnosi precoce del tumore, ma per il controllo della risposta alla terapia o della progressione in tumori disseminati.

PSA

Neoplasie associate
Tumore prostata
Note:
Può essere aumentato anche in condizioni non neoplastiche: prostatiti, infiammazioni della prostata e nei ciclisti.

PSA FREE

Neoplasie associate
Tumore prostata
Note:
Nei soggetti con un PSA aumentato consente di discriminare tra patologie benigne o neoplastiche

TIREOGLOBULINA

Neoplasie associate
Recidive post operatorie dopo ablazione totale della tiroide
Note:
Utile nel follow up post operatorio.

TPA

Neoplasie associate
in quasi tutti i tumori solidi ed in particolare in tumori come il cancro della mammella, capo-collo, ovaio, polmone, tumori dell’apparato digerente e delle vie urinarie
Note:
Il TPA è alquanto aspecifico e più che rappresentare un marcatore di una patologia tumorale è da considerare un indice di proliferazione cellulare. Dunque, per la sua aspecificità, è più utile nel follow-up tumorale più che nella diagnostica..

VALUTAZIONE ENDOCRINA

Il sistema endocrino esercita un controllo sul metabolismo, sull’accrescimento e sulla funzione sessuale dell’organismo. Ha la particolarità di autoregolarsi: la secrezione di ciascun ormone dipende da una parte da quella della sostanza di cui regola la concentrazione ematica (per esempio la concentrazione di glucosio per l’insulina), dall’altra da un feedback della secrezione degli ormoni ipotalamoipofisari corrispondenti (di conseguenza, una quantità eccessiva di ormoni tiroidei nel sangue inibisce la produzione di TSH ipofisario, che a sua volta influenza quella ipotalamica di TRH).

ESAMI TIROIDE:

TSH
FT3
FT4
TIREOGLOBULINA
Ab ANTI TIREOPEROSSIDASI
Ab ANTI TIREOGLOBULINA
RECETTORE ANTI TSH

ESAMI ORMONALI:

FSH
LH
PROGESTERONE
ESTROGENO
ESTRADIOLO
TESTOSTERONE
DHT

INFETTIVOLOGIA

MONITORAGGIO INFETTIVOLOGICO MATERNO – FETALE

il Complesso TORCH comprende:

TOXOPLASMA IgG, IgM
HERPES VIRUS IgG, IgM
ROSOLIA IgG, IgM
CITOMEGALOVIRUS IgG, IgM

NOTA: per la stessa patologia di dosano le immunoglobuline IgG e IgM
Le IgG sono gli anticorpi del passato coinvolti nell’acquisita immunità
Le IgM sono gli anticorpi che si manifestano quando la patologia è in fase acuta.

TEST AVIDITY: solo i campioni positivi possono essere analizzati per l’avidità di legame IgG che suggerisce il tempo dell’avvenuta infezione primaria.

MONONUCLEOSI INFETTIVA

Si tratta di una malattia sostenuta dal virus Epstein-Barr (EBV).

La sintomatologia, che non escluso debba necessariamente manifestarsi, è generalmente caratterizzata da febbre, astenia, faringite e linfoadenopatia in alcuni casi può avere un coinvolgimento epatico con aumento delle transaminasi GOT e GPT.

Sulla base degli aspetti clinici la diagnosi avviene attraverso dosaggio sieroimmunologico:

Epstein-Barr IgG e IgM

MALATTIE SESSUALMENTE TRASMESSE (MST)

Le MST rappresentano un’importante branca della diagnostica di laboratorio in quanto prendere coscienza del proprio stato di salute consente di intervenire tempestivamente e quindi di arrestare la progressione della malattia.

Test diagnostico


VDRL e TPHA (sifilide)
HIV
EPATITE B – C
MICOPLASMA
UREAPLASMA
CLAMIDIA
PAPILLOMA VIRUS (HPV)

Tipo di campione


Prelievo ematico
Prelievo ematico
Prelievo ematico
Tampone genitale
Tampone genitale
Tampone genitale
Tampone genitale

Qualora si fossero avuti rapporti non protetti il rischio non è mai escluso, ma è incoraggiante sapere che, una volta avvenuta la diagnosi, la maggior parte di queste malattie è curabile o comunque, nel caso dell’HIV, trattabile nel tempo.
Una diagnosi precoce e un’appropriata cura medica consentono di non dover, poi, confrontarsi con le gravi problematiche correlate con il normale decorso di suddette patologie.

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